Il 2018 è stato, per il Global Compact delle Nazioni Unite (UNGC), un anno ricco di cambiamenti e novità sia per quanto riguarda gli aspetti di governance, sia per la nuova modalità di coinvolgimento delle aziende ed organizzazioni che sono parte di questo grande movimento globale per lo sviluppo sostenibile.

Il nuovo modello “One Global Compact”, attivo dallo scorso gennaio, ha portato ad una maggiore integrazione e ad una riduzione significativa della distanza fra la dimensione internazionale – coordinata dall’Ufficio Global Compact di New York (GCO) – e le diverse realtà locali in cui si articola il progetto, animate dai Network Locali del Global Compact (GCLN: sono oltre 80 quelli attualmente attivi).

Abbiamo quindi gestito il passaggio dal vecchio al nuovo modello di governance, con la conseguente introduzione di due possibili Engagement Tier (Signatory e Participant) per le realtà business e di una fee unica di partecipazione (a supporto della dimensione global/local dell’iniziativa), in stretto raccordo con i colleghi del GCO, e tenendo conto degli spunti emersi dall’attività di dialogo e confronto con gli altri Network Locali europei. Nel 2019, come Global Compact Network Italia, continueremo a portare avanti quest’azione concertata e sinergica al livello internazionale ed europeo, che testimonia come il Global Compact si muova compatto sul sentiero comune dei Dieci Principi (su diritti umani e del lavoro, su ambiente ed anticorruzione) e dei Sustainable Development Goals (SDGs).

Le aziende italiane aderenti all’UNGC hanno risposto positivamente alle novità introdotte confermando la loro partecipazione all’iniziativa nella nuova logica “One Global Compact”. Anche a fronte di questo riscontro positivo, il Global Compact Network Italia ha registrato una crescita nel corso dell’ultimo anno arrivando a contare 60 realtà profit e non profit fra i propri “Membri Fondatori” a cui si aggiungono gli oltre 50 “Destinatari”, che pur non aderendo formalmente alla Fondazione partecipano al programma di attività implementato a livello nazionale.

Inoltre, altro dato positivo, la componente non business del Network (fondazioni, associazioni, Università, ecc.) è sempre più numerosa ed attiva. La terza edizione dell’Italian Business & SDGs Annual Forum del GCNI, tenutasi a Matera nel mese di ottobre, è stata organizzata in collaborazione con la FEEM – Fondazione Eni Enrico Mattei - ed ha registrato la presenza, non solo di 50 imprese, ma anche di 25 organizzazioni non profit. Anche le due Collective Action, lanciate dal Network la scorsa primavera sui temi dell’economia circolare e la sostenibilità lungo la catena di fornitura, hanno avuto una attiva partecipazione multi-stakeholder.

Guardando ai temi sui quali avevamo scelto di lavorare alla fine del 2017, quello dell’economia circolare ha confermato il suo carattere prioritario nelle occasioni dedicate nel corso dell’anno: dal CEO Meeting (luglio, Milano), all’SDG Forum, passando per l’Azione Collettiva terminata nel mese di ottobre.

Quali benefici derivano all’azienda dall’adozione di modelli di business circolari? Con questo quesito abbiamo aperto i vari incontri, confrontandoci con diverse funzioni aziendali (CEO, Top Management, practitioner), analizzando il quadro istituzionale nazionale ed europeo a supporto della circular economy, condividendo infine esperienze virtuose di circolarità nei vari settori produttivi. Con riguardo a quest’ultimo punto, appena un mese fa, il GCNI ha lanciato la Business & SDGs Web-Gallery, nuovo portale web completamente dedicato alla valorizzazione di progetti ed iniziative realizzate o in corso di realizzazione al fine di supportare il raggiungimento dei Global Goals 2030. Lo strumento è concepito come una piattaforma aperta, a cui aziende e organizzazioni non profit possono contribuire con la propria esperienza.

Nei prossimi dodici mesi, che in primavera vedranno un rinnovo degli organi direttivi del Network, contiamo di promuovere ulteriormente questo trend di crescita, affinché l’UN Global Compact sia sempre di più un progetto di riferimento per quelle aziende (e non solo) che cercano con le proprie politiche ed operazioni quotidiane di dare un volto umano ai mercati e di realizzare - negli undici anni che abbiamo a disposizione - i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. In questa logica, il Network continua ad essere un “luogo” di condivisione, crescita e valorizzazione, dove poter trovare nuovi partner per i propri progetti di sviluppo sostenibile.

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