1. Il mondo imprenditoriale sta attraversando diverse crisi, da quella climatica all’emergenza pandemica, caratterizzate da un alto impatto sulla dimensione economica e sociale al livello sia globale che locale. Qual è stato il Suo ruolo nel supportare l'azienda nell'elaborare una strategia di resilienza, trasformando le crisi in opportunità? 

Negli ultimi anni le imprese hanno dovuto affrontare diverse sfide globali, come l’emergenza sanitaria e i rischi legati al cambiamento climatico evidenziati anche nell’ultima edizione del Global Risks Report. In questo difficile contesto Poste Italiane ha dato grande supporto al Paese fortemente provato dalla pandemia da Covid-19, garantendo la continuità dei servizi erogati e promuovendo un approccio responsabile e resiliente rispetto alle emergenze affrontate negli ultimi 2 anni.

In qualità di responsabile della funzione Sviluppo Sostenibile Risk e Compliance di Gruppo, ho promosso e verificato l’attuazione delle iniziative di Poste Italiane adottate dal Comitato Crisi per far fronte all’emergenza sanitaria. Tali iniziative risultano mirate anche a garantire la lotta al cambiamento climatico, in linea con gli obiettivi aziendali. Attraverso il nuovo Piano Strategico “2024 Sustain & Innovate Plus” il Gruppo ha l’ambizione di stimolare la crescita responsabile dell’intero Paese, favorendo la creazione di valore condiviso. In questa prospettiva, i fattori sociali e ambientali assumono pari rilevanza rispetto ai criteri di business, con la convinzione che l’integrazione delle tematiche extra-finanziarie all’interno del piano industriale del Gruppo concorra alla creazione di valore economico e sociale nel lungo termine. Grazie a questo approccio Poste Italiane ha garantito un’offerta di prodotti e servizi innovativi, con una forte vocazione verso la digitalizzazione dei processi, creando impatti positivi su economia, ambiente e società nonostante le difficoltà del periodo storico.

 

2. La “just transition” verso un’economia climaticamente neutra rappresenta in primo luogo una trasformazione di tipo culturale, dove “nessuno venga lasciato indietro”. In azienda, la trasformazione culturale investe sia stakeholder interni (dipendenti) che quelli esterni (clienti, fornitori, comunità). In che modo, considerando la Sua attività di business leader e il suo dipartimento Sviluppo Sostenibile, Risk e Compliance, pensa di poter contribuire a tale processo di cambiamento?

Per Poste Italiane, Azienda fortemente radicata nel tessuto sociale e produttivo del Paese, essere sostenibili vuol dire agire in modo responsabile, seguendo regole, percorsi e principi condivisi con i nostri stakeholder. Azionisti e investitori, clienti e personale, fornitori e partner, enti ed istituzioni, la comunità nel suo complesso e l’ambiente forniscono a Poste Italiane i capitali a partire dai quali l’Azienda crea valore, e per questo l’Azienda ritiene essenziale redistribuirlo tenendo conto delle aspettative e degli interessi di tutti gli stakeholder. La tutela dell’ambiente e la promozione di una trasformazione culturale, che supporti una “just transition” verso un’economia climaticamente neutra, rappresentano un pilastro imprescindibile nella creazione di valore sostenibile, in linea con le ambizioni del nuovo Piano Industriale “2024 Sustain & Innovate Plus”. A tal riguardo, come Gruppo ci siamo impegnati nei confronti delle comunità in cui operiamo attraverso l’utilizzo consapevole delle risorse e l’adozione di soluzioni innovative che permettono di minimizzare gli impatti ambientali. Negli ultimi anni, abbiamo lavorato per ampliare ulteriormente la nostra prospettiva in tal senso, puntando a costruire una cultura d’impresa “green” che coinvolga in maniera olistica tutti i prodotti, i servizi e i processi del Gruppo. Seguendo questa direzione, nel 2021 abbiamo effettuato la rivisitazione del naming del Pilastro di sostenibilità “Decarbonizzazione immobili e logistica” rinominandolo “Transizione green”, passando quindi da un approccio esclusivamente riferibile alla decarbonizzazione delle attività di business, a un’interpretazione estensiva dei concetti di tutela ambientale e transizione energetica. In qualità di responsabile della funzione SSRCG, continuerò a orientare l’impegno del Gruppo verso una progressiva rivoluzione “verde” del nostro business, concorrendo al conseguimento degli obiettivi nazionali e sovranazionali in tema di contrasto al cambiamento climatico.

 

3. Nel 2019 Poste Italiane è entrata nel Global Compact delle Nazioni Unite. Quali sono stati i driver che hanno guidato questa decisione? 

Il Gruppo Poste Italiane ha l’ambizione di promuovere il percorso di sviluppo socio-economico del Paese. In quest’ottica, nel corso del 2019, abbiamo aderito al Global Compact delle Nazioni Unite, sottoscrivendo formalmente il nostro impegno al rispetto dei principi sanciti dall’organizzazione in materia di diritti umani, di tutela dell’ambiente e di lotta alla corruzione e ad ogni forma di discriminazione, in linea con gli obiettivi ESG di Gruppo, fornendo periodica comunicazione circa i progressi conseguiti in merito.

Siamo consapevoli del ruolo e dell’incidenza che un’Azienda capillare come Poste Italiane possa avere all’interno del panorama socio-economico italiano; è dunque di estrema importanza tener conto di valori quali l’etica e la trasparenza nella definizione di un’identità aziendale che possa guidare in maniera responsabile le attività di business e le relazioni con gli stakeholder. In tal senso, l’adesione ai principi del Patto impegna il Gruppo ad adottare e diffondere pratiche di business etiche nel rispetto dei migliori standard di riferimento, a livello nazionale e globale. Inoltre, la partecipazione al Global Compact ci ha permesso di entrare a far parte di un network di imprese che, attraverso la condivisione di principi comuni in ambito sostenibilità, concorre al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite.

 

4. Considerando il complesso ruolo di Poste Italiane come ente di pubblico servizio, ma anche finanziario e di credito, secondo Lei come si traduce oggigiorno il concetto di innovazione con riferimento al rapporto tra performance ESG e strategie di gestione dei rischi in azienda? 

Poste Italiane considera l’innovazione un driver fondamentale per il progresso strategico del Gruppo e delle comunità in cui opera, impegnandosi a offrire soluzioni tecnologiche all’avanguardia. Ci poniamo quindi come motore di innovazione e digitalizzazione dell’intero tessuto socio-economico italiano, assicurando l’accessibilità e la funzionalità della nostra offerta a tutti i cittadini. Quest’approccio fortemente innovativo converge sugli obiettivi del Gruppo in materia ESG. La sostenibilità e l’innovazione rappresentano, infatti, i pilastri sui quali si fonda il nuovo Piano Strategico del Gruppo “2024 Sustain & Innovate Plus”, il cui obiettivo è accompagnare il Paese verso una crescita responsabile e guidare lo sviluppo sostenibile dell’Italia attraverso l’innovazione e la digitalizzazione.

Sicuramente la continua ricerca di soluzioni innovative non può prescindere da un’attenta valutazione e gestione dei rischi in azienda. Per tale ragione, gli aspetti legati all’innovazione sono contemplati nel nostro modello di risk management, al fine di assicurare il mantenimento della competitività in un contesto in rapida evoluzione in cui la funzione Sviluppo Sostenibile, Risk e Compliance di Gruppo ha il compito di garantire un processo di risk management integrato al quale partecipino in modo coordinato tutti gli attori del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi.

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