Il quinto Italian Business & SDGs Annual Forum si è tenuto a Roma - presso il Centro Studi Americani, nelle date del 13 e 14 ottobre 2020. La manifestazione è stata promossa dal Global Compact Network Italia in collaborazione con Enel ed il supporto di Maire Tecnimont e Terna.

La due giornate per lo sviluppo sostenibile si è articolata in interventi di espertitestimonianze aziendali e gruppi di lavoro sui temi della «just transition» verso un mondo più equo, inclusivo e prospero.

L’SDG Forum è stato, anche quest’anno, l’occasione per discutere l’azione messa in campo del settore privato per la realizzazione dei Global Goals indicati dalle Nazioni Unite come via principale per la creazione di un mercato centrato sul rispetto dei diritti umani e del lavoro, dei principi dell’etica, dell’ambiente e della biodiversità. Oltre 130 rappresentanti di aziende, Istituzioni ed organizzazioni non profit impegnate sulla “Transizione per l’Agenda 2030” hanno preso parte all’iniziativa in modalità mista (dal vivo e da remoto).

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L’UN Global Compact Network Italia è partner scientifico di RCS nella promozione della due giornate (11 e 12 novembre 2020) dedicata all’economia del futuro. Il focus? Quali le sue declinazioni possibili per approfondire le buone pratiche delle aziende, degli addetti ai lavori, del mondo della scienza e della tecnologia, con l’obiettivo di arrivare a una crescita responsabile. L’Economia del Corriere della Sera, all’indomani della grave crisi provocata dalla pandemia, rinnova il suo appuntamento per riflettere su economia circolare, finanza e tecnologia, con uno sguardo su alimentazione, salute, risorse e lavoro, senza tralasciare l’energia, la smart city e l’industria.

Si è tenuto il 13 e 14 ottobre a Roma, presso il Centro Studi Americani, il quinto Italian Business & SDGs Annual Forum promosso dal Global Compact Network Italia in collaborazione con Enel (Main Sponsor) ed il supporto di Maire Tecnimont e Terna (Sponsor).

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L’SDG Forum del Network italiano del Global Compact è stato, anche quest’anno, l’occasione per discutere l’azione messa in campo del settore privato per la realizzazione dei Global Goals indicati dalle Nazioni Unite come via principale per la creazione di un mondo più equo ed inclusivo e di un mercato centrato sul rispetto dell’ambiente e della biodiversità. Oltre 130 rappresentanti di aziende, Istituzioni ed organizzazioni non profit impegnate sulla “Transizione per l’Agenda 2030” hanno preso parte alla due giorni dedicata allo sviluppo sostenibile, in modalità mista (dal vivo e da remoto).

Il tema della “just transition” è stato esplorato seguendo quattro direttrici: ambiente ed agricoltura, energia, lavori del futuro ed inclusione, governance. Non sono mancati momenti di lavoro di gruppo e di condivisione di buone pratiche e ispirazioni per il futuro fra le aziende presenti.

In apertura dei lavori, il Viceministro degli Esteri, Emanuela del Re, ha riconosciuto gli straordinari risultati ottenuti dall’UN Global Compact nei suoi primi venti anni di attività, per il coinvolgimento del settore privato sullo sviluppo sostenibile. La pandemia di Covid19 ha, però, reso più complessa la risoluzione delle principali sfide della sostenibilità, aggravando le criticità già presenti nei paesi del sud del mondo. Conseguentemente, un rafforzamento del partenariato globale e multistakeholder a supporto dell’Agenda 2030, in cui le imprese possano giocare un ruolo da protagoniste, appare ancora più urgente.

Durante la prima giornata, è stato presentato un approfondimento sui dati contenuti nel Progress Report dell’UN Global Compact relativi alle aziende italiane aderenti al progetto internazionale. Come elemento principale, la ricognizione ha messo in evidenza non solo il coinvolgimento dei CEOs ma anche dei Board e del Senior Management sui temi della sostenibilità d’impresa e ciò rappresenta il primo passo per affrontare con il giusto livello di consapevolezza ed audacia la «Decade of Action» che ci separa dall’anno 2030. Tuttavia, a differenza degli attori economici europei ed internazionali, le nostre imprese non sembrano essere ancora impegnate in modo uniforme su tutti i 17 SDGs, e ciò consente di individuare possibili aree di miglioramento. Ad esempio, gli SDG 7 e 9 (energia pulita ed accessibile, infrastrutture e industrializzazione) sono riconosciuti fra le principali priorità nazionali, mentre resta ancora un buon potenziale di sviluppo sull’SDG 5 (inclusione di genere).

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“La sostenibilità d’impresa è una strada a senso unico, un percorso lungo il quale l’apprendimento è continuo e la collaborazione indispensabile. Coerentemente con questo, in occasione del Forum di Roma ed in concomitanza con le celebrazioni del Ventennale del Global Compact, il Network ha premiato i suoi «Fondatori Promotori», ossia le aziende ed organizzazioni stakeholder che nel giugno del 2013 hanno partecipato alla fase costitutiva della Fondazione Global Compact Network Italia rendendo possibile il superamento dello status di gruppo informale e dando nuovo vigore alla dimensione locale del progetto. Sono in tutto 18 e fra questi vi sono diversi protagonisti della transizione energetica” ha affermato Marco Frey, Presidente del Global Compact Network Italia.

Francesco Starace, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel, ha dichiarato: “La sostenibilità non deve essere percepita esclusivamente come un valore etico, ma come elemento di competitività economica in grado di contribuire alla riduzione delle disuguaglianze, a migliorare la vita delle persone e a combattere il cambiamento climatico. L’adesione ai principi del Global Compact da parte delle aziende contribuisce a ridurre il proprio profilo di rischio e rappresenta un elemento di competitività riconosciuto dai mercati. Enel ha integrato la sostenibilità nelle proprie strategie di business ed ha fissato determinati target legati a quattro dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite; un impegno testimoniato dal successo delle emissioni di bond legati a specifici obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG). Si tratta di un’assoluta innovazione finanziaria, presa ad esempio da altre aziende e che dimostra come anche dal punto di vista degli investitori finanziari l’impegno per uno sviluppo sostenibile riduca il profilo di rischio.”

Come sottolineato da Rodolfo Errore, Presidente di SACE, non ci sarà futuro ed alcuna ripartenza se non in una chiave sostenibile. L’approccio etico al business è una scelta vincente ed un driver per la crescita delle imprese. Attraverso l’efficientamento dei processi produttivi, l’adozione di criteri di circolarità, la riduzione degli sprechi, dei costi e dei rischi, la sostenibilità rende le organizzazioni più competitive e fortemente orientate all’innovazione ed al progresso.  “Questo è ciò che accade anche agli esportatori italiani nel mondo, che supportiamo nello sviluppo dei loro business: le aziende che hanno successo sono quelle che s’ispirano ai principi di un’economia pulita, circolare ed integrata.” ha specificato Errore durante il suo intervento.

A Stefano Epifani, Fondatore e Presidente di Tech-Economy 2030 è toccato il compito di rilanciare il messaggio per cui è importante mettere il digitale al centro di ciascuno dei 17 SDGs, per supportarne l’avanzamento a livello reale e globale: in altre parole, tecnologia digitale e sostenibilità digitale devono procedere l’una al fianco dell’altra.

Paolo Magri, vice Presidente di ISPI e Angelo Riccaboni, Professore presso l’Università di Siena e Presidente di Fondazione PRIMA, hanno invece posto l’accento sui molteplici livelli su cui si gioca la partita della sostenibilità d’impresa (processi e strategie, filiera, prodotti, consumo), ricordando in particolare il valore dei comportamenti adottati sul piano «micro». La «giusta transizione» passa, per buona parte, attraverso le scelte di acquisto fatte da cittadini informati, consapevoli e responsabili.

Dai Gruppi di Lavoro, attivati nell’ambito del Forum, sono emerse alcune proposte rilevanti per l’anno 2021, la cui validazione verrà condivisa con tutto il Consiglio Direttivo del Global Compact Network Italia in occasione della pianificazione strategica del prossimo anno. La creazione di un Osservatorio su Diversity e Inclusione, il supporto alle imprese per la definizione di un sistema di governance per affrontare i rischi e cogliere le opportunità del cambiamento climatico e la predisposizione di un position paper per la «transizione giusta e inclusiva», sono le priorità espresse dalle aziende ed organizzazioni partecipanti.

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Il quinto SDG Forum è stato promosso con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

 

Siamo entrati nella «Decade of Action» e ci restano solo 10 anni per realizzare al livello globale l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

La lotta al cambiamento climatico, l’eliminazione della povertà estrema e la riduzione delle disuguaglianze sono le tre principali sfide ancora aperte e, se non si darà nuova propulsione all’impegno per lo sviluppo sostenibile, la «just transition» ispirata dagli SDGs resterà in gran parte incompiuta.

La transizione già coinvolge milioni di aziende, dalle multinational corporation alle micro-enterprise, dislocate nel mondo ed attive in tutti i settori produttivi; passa per l’adozione di nuovi modelli di business etici ed inclusivi; genera nuove opportunità di mercato e di crescita.

Lo scorso 6 luglio si è tenuto in modalità mista (in presenza a Milano/videoconferenza) ilquinto Business & SDGs High Level Meeting promosso in modalità mista dal Global Compact Network Italia in collaborazione con Edison, e dedicato al tema «Colmare il divario della parità di genere: il ruolo delle imprese».

Hanno preso parte al web-meetingoltre 25 Amministratori Delegati e Presidenti di aziende italiane di grandi e medie dimensioni, attive in vari settori produttivi.

Global Compact Network Italia e B Lab Europe insieme per la promozione del business come forza positiva per creare una società più giusta, inclusiva e sostenibile.

In uno scenario mondiale sempre più critico e difficile, GCNI e B Lab Europe firmano un Memorandum of Understanding al fine di unire le forze nella diffusione di nuovi paradigmi di business “rigenerativi”, ovvero che abbiano un impatto positivo non solo per gli shareholder ma anche per l’ambiente, la comunità, i dipendenti e tutti gli stakeholder.

Già a gennaio 2020 infatti le due realtà hanno congiuntamente lanciato lo strumento di misurazione del progresso verso il raggiungimento dei diciassette Sustainable Development Goal 2030 dedicato al mondo del business, denominato SDG Action Manager

L'empowerment delle donne è un driver cruciale per lo sviluppo sostenibile e la «just transition» verso il mondo equo, inclusivo e prospero disegnato dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Con questo incipit, si è aperto il quinto Business & SDGs High Level Meeting promosso in modalità mista dal Global Compact Network Italia in collaborazione con Edison, e dedicato al tema «Colmare il divario della parità di genere: il ruolo delle imprese».

Per la parità di genere, resta però ancora molto da fare. In Europa, le donne guadagnano il 16% in meno rispetto agli uomini e, negli ultimi 5 anni, questo divario non ha accennato a diminuire (fonte: Comitato Economico Europeo). Nel nostro Paese le donne faticano, più degli uomini, ad entrare nel mondo del lavoro, a realizzare piani di carriera soddisfacenti e continuano ad essere troppo spesso soggette a discriminazioni, pregiudizi e violenze.

Nel 2019 l’Italia è scesa al 76° posto del Global Gender Gap Report, ben sei posizioni più in basso rispetto al 2018.

L’uguaglianza di genere è un diritto umano fondamentale e un presupposto necessario per un mondo pacifico, sostenibile e prospero.

Per questo, i Governi, la società civile e le Nazioni Unite sono sempre più impegnati nel raggiungimento della parità di genere e nell’empowerment delle donne - in linea anche con l’SDG 5 dell’Agenda 2030 - e considerano il settore privato come un alleato chiave.
A ciò, si aggiunge una sempre più diffusa sensibilità al tema  mostrata dalla comunità finanziaria: oggigiorno, al livello globale, investimenti pari a 397 miliardi di dollari sono gestiti tenendo conto di questioni relative all’uguaglianza di genere.

Impegnarsi per una partecipazione libera e paritaria delle donne al mondo del lavoro, significa guardare al futuro e facilitare lo sviluppo e la crescita dei mercati.

“Recovery in a Sustainable Way”, questo il tema della sessione virtuale promossa il 16 giugno dal Global Compact Network Italia (GCNI) in collaborazione con il Network locale Switzerland and Liechtenstein. L’evento è stato organizzato nell’ambito dell’edizione 2020 del Leaders Summit del Global Compact, a cui hanno preso parte oltre 17.000 persone attive in tutto il mondo sui temi dello sviluppo sostenibile.

Presupposto di questa riflessione congiunta sulle fasi di ripartenza e ricostruzione post pandemia, come ricordato in apertura da Marco Frey – Presidente GCNI, la convinzione che dall’emergenza sanitaria da pandemia di Covid-19 possa e debba scaturire una sensibile accelerazione della “Just Transition”, in corso già da diversi anni e che punta alla realizzazione di un mondo che sia pienamente coerente con gli obiettivi indicati dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

L’incipit è prontamente raccolto dal prof. Enrico Giovannini – Portavoce di ASviS e membro della Taskforce governativa per la ripartenza, che rilancia: “Il Piano Colao per l’Italia si basa sui principi di trasformazione, sostenibilità ed equità, da declinarsi lungo tre direttrici: la digitalizzazione, la transizione ecologica, la lotta alle disuguaglianze - con un’attenzione speciale al tema gender”. “Tuttavia, - continua Giovannini – i nuovi sforzi per la realizzazione degli SDGs dovranno essere tali da riuscire a compensare gli effetti della crisi post-pandemica che ci colpirà sia sul piano economico che sociale. Occorre, quindi, partire ora. Governo ed imprese, insieme."

Due le grandi aziende invitate a condividere il loro approccio alla ripartenza: Pirelli & C. e la filiale italiana della svizzera Nestlé.

Dipendenti, catena di fornitura, comunità esterna sono le tre priorità che Pirelli, azienda leader dell’automotive, si è data durante l’emergenza e ora nella recovery. “Particolare attenzione è riservata alla salute e sicurezza, nonché alla formazione ed al re-skilling delle persone coinvolte nella catena del valore; alla riduzione dell’impatto ambientale, in piena coerenza con i Science Based Targets; ed, infine, al ruolo sociale che l’impresa in questa fase è chiamata a giocare per contrastare gli effetti destabilizzanti della pandemia.” afferma Filippo Bettini, Chief Sustainability e Risk Governance Officer – Pirelli & C.

Manuela Kron, Head of Corporate & Consumer Communication – Nestlé Italiana, apre invece una finestra sul ruolo dei consumatori come sustainability driver per un’azienda di largo consumo: “Da parte dei nostri clienti” - afferma Kron – “resta invariata la domanda di un impegno continuativo ed efficace dell’impresa sul tema del packaging.” e prosegue: “La pandemia ha, temporaneamente, arrestato la sfida globale verso un mondo a plastica-zero. Ci siamo ritrovati ad essere dipendenti dalla plastica single-use per motivi igienico-sanitari, il che comporta un rinnovato ed oculato impegno da parte delle aziende in termini di gestione, smaltimento e riciclo dei rifiuti”. Kron, infine, ha affrontato il tema della forte interconnessione che caratterizza le varie componenti del sistema produttivo del Food e, quindi, della conseguente necessità in tempo di crisi di approcciare ad esso come fosse un unicum per consentire a tutti gli attori coinvolti di continuare a funzionare.

In chiusura, l’ex-Ministro Giovannini rivolge un appello alla classe politica: “Spero che alla ripresa delle attività, il Governo inizi a disegnare le procedure del futuro Cipess – Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile, che dal 2021 sarà operativo e gestirà gli investimenti pubblici. L’approccio sostenibile, per il nostro Paese, deve tradursi anche in una gestione più agile delle opere pubbliche e il passaggio dal Cipe al Cipess è un’opportunità in questa direzione”.

 

Il Global Compact delle Nazioni Unite, la più grande iniziativa a livello globale per la sostenibilità di impresa, reputa sia indispensabile porre al centro di ogni strategia di ripresa del Paese dall’emergenza Covid-19 il tema della sostenibilità. Riteniamo che nella ripresa sia fondamentale darsi l’obiettivo di realizzare nuove economie e società più resilienti, sane ed inclusive.

La pandemia ha, infatti, esacerbato molte sfide legate al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite e ai Dieci Principi del Global Compact. Queste sfide riguardano soprattutto i temi del lavoro, delle disuguaglianze economiche e sociali, della lotta al cambiamento climatico e della tutela dell’ambiente. Temi tra di loro fortemente interconnessi poiché la salute del pianeta si lega strettamente alla salute e al benessere delle persone e alla salute dell’economia.

Lo scorso aprile la Commissione Europea ha presentato la “Roadmap For Recovery. Towards a more resilient, sustainable and fair Europe” per il rilancio e la trasformazione della nostra economia secondo criteri di maggiore sostenibilità e di coesione. La Roadmap, oltre a ricordare l’importanza di un impegno congiunto di tutti gli attori della società (istituzioni, imprese, società civile, parti sociali, ecc.) per tutte le strategie di ripartenza, sottolinea come “la transizione verde e la trasformazione digitale svolgeranno un ruolo centrale e prioritario nel rilanciare e modernizzare la nostra economia” e che “investire in tecnologie pulite e competenze digitali, insieme a un'economia circolare, contribuirà a creare posti di lavoro e crescita”.

“Il Global Compact delle Nazioni Unite è l’iniziativa strategica di cittadinanza d’impresa più ampia al mondo. È stata proposta per la prima volta nel 1999 presso il World Economic Forum di Davos dall’ex-Segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan il quale, in quell’occasione, invitò i leader dell’economia mondiale presenti all’incontro a sottoscrivere con le Nazioni Unite un “Patto Globale”, al fine di affrontare in una logica di collaborazione gli aspetti più critici della globalizzazione. Nel 2000 l’iniziativa è stata lanciata operativamente dal Palazzo delle Nazioni Unite di New York e, da allora, ha coinvolto oltre 18.000 aziende attive in 163 Paesi nel mondo. (Continua…)

UNGC LEADERS SUMMIT 2020
La Community mondiale dello sviluppo sostenibile approda sul web!

 

I prossimi 15 e 16 giugno di terrà in modalità virtuale il Leaders Summit 2020 promosso dall’UN Global Compact.

Una maratona internazionale di 26 ore per approfondire attraverso la voce dei leader dello sviluppo sostenibile lo stato dell’arte e gli scenari futuri della «just transition» verso un mondo equo, inclusivo e sostenibile come quello indicato dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Sensibilità speciali, progetti visionari, best practice, risultati: si condividerà questo e tanto altro con l’obiettivo di delineare insieme un approccio innovativo per il futuro della “Decade of Action”.

» Tutte le aziende, organizzazioni non business e Istituzioni italiane impegnate sullo sviluppo sostenibile sono invitate a partecipare. Per ciascuna di esse, uno o più rappresentanti potranno prendere parte ai lavori.

» Per tutti gli enti che aderiscono al Global Compact delle Nazioni Unite, la partecipazione è gratuita.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres ha di recente nominato la kenyota Sanda Ojiambo nuovo Direttore Esecutivo del Global Compact delle Nazioni Unite. Come seconda donna ad essere nominata nel ruolo, Ojiambo succederà il 17 giugno 2020 a Lise Kingo, alla quale il Segretario Generale è profondamente grato per la dedizione e leadership strategica dimostrate nella funzione di guida del Global Compact e di avanzamento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Ojiambo, dal 2010 ha ricoperto il ruolo di Sustainable Business and Social Impact Manager per Safaricom Plc, Kenya. È stata anche dal 2008 al 2010 Senior Manager di Safaricom e delle MPESA Foundation, Kenya, periodo durante il quale ha guidato l'implementazione di diverse iniziative di partenariato pubblico-privato tra Safaricom e le organizzazioni delle Nazioni Unite. Nel corso della sua carriera, ha coltivato e gestito relazioni con aziende leader ed organizzazioni della società civile. In questo impegno, è incluso il suo lavoro di capacity building in Somalia insieme a UNDP e CARE International. Ojiambo ha conseguito un Master of Arts in Public Policy presso la University of Minnesota, USA, e un Bachelor of Arts in Economics and International Development presso la McGill University, Canada.

La pandemia di COVID-19 ha reso ancora più urgente l’azione pubblica e privata per il Clima.

In questa logica, il Global Compact delle Nazioni Unite ha di recente lanciato la campagna per la sottoscrizione dello Statement “Uniting Business and Governments to Recover Better” da parte deiCEO di aziende già impegnate su Business Ambition for 1.5°C e “Science-Based Targets”.

Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri

Marco Frey, in qualità di Presidente del Global Compact Network Italia, ha sottoscritto l’appello rivolto al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, su iniziativa del CSR Manager Network, che sottolinea e illustra l’importanza di imprimere un orientamento lungimirante alla fase di ripresa delle attività economiche e sociali in nome dellosviluppo sostenibile.

In risposta al periodo di emergenza che stiamo attraversando e che ha impattato in modo significativo sulle modalità di lavoro abituali, il Global Compact Network Italia ha deciso di organizzare una serie di quattro webinar programmati tra i mesi di aprile e maggio e focalizzati su alcuni temi rilevanti per lo sviluppo sostenibile.

Con questa serie, il Network ha voluto “riconvertire” in modalità online alcuni appuntamenti già in programma per l’anno in corso, al fine di portare avanti con continuità la sua azione di supporto e sensibilizzazione rivolta a tutti gli attori italiani (business e non business) che fanno parte del grande movimento UN Global Compact.

Il Global Compact Network Italia pubblica il suo Report sulle Attività 2019.

Dai numeri dell’iniziativa internazionale ai progetti realizzati al livello locale, Vi raccontiamo un altro anno d’impegno, al fianco di aziende ed organizzazioni, per la promozione dello sviluppo sostenibile attraverso i Dieci Principi del Global Compact e l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Il Report si rivolge principalmente al Global Compact Office, agli altri Local Network attivi nel mondo, secondo una logica di scambio sinergico, a tutti gli attori business e non business del territorio nazionale che fanno parte del grande movimento UN Global Compact. Infine, ma non meno importanti, agli esperti, appassionati e ai curiosi dei temi della sostenibilità e dell’economia etica.

In coerenza con la nostra missione, abbiamo confermato la scelta di diffondere il documento esclusivamente in formato elettronico.

 

DOWNLOAD REPORT »

 

Per osservazioni o richieste di approfondimento, è possibile scrivere all’indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

Grazie per essere stati un altro anno insieme a noi,
dalla parte dell’Ambiente, delle Persone e delle Comunità!

 

Il Global Compact Leaders Summit, evento organizzato da UNGC per celebrare i vent’anni della fondazione del Global Compact e in programma per il 15 e il 16 giugno a New York è stato riconvertito in modalità online, mentre la celebrazione in persona è stata rimandata al 2021.

Gli aderenti (business e non business) sono invitati a partecipare alle sessioni online compilando il form apposito.

Il 3 aprile si è tenuto il primo webinar del ciclo straordinario di appuntamenti organizzato dall’Academy del Global Compact per supportare le aziende di tutto il mondo nella gestione della crisi provocata dalla pandemia di COVID-19.

Sono intervenuti: Amina J Mohammed, UN Deputy Secretary-General; Lise Kingo, CEO e Executive Director del Global Compact; Alan Jope, CEO di Unilever.

Con i loro contributi, gli speaker hanno tracciato le linee guida di un approccio all’emergenza globale che resti saldamente ancorato ai principi dell’etica dell’economia e dello sviluppo sostenibile. In questo tempo di incertezza, si rafforza l’esigenza di uno sforzo coordinato e reciprocamente ispirato fra tutti gli attori in campo.

I Dieci Principi del Global Compact delle Nazioni Unite per guidare i business leader nel rispondere alla crisi

 

Il Global Compact, la più grande iniziativa di sostenibilità d’impresa a livello globale, invita i leader aziendali di tutto il mondo a unirsi per sostenere i lavoratori, le comunità e le aziende colpite dalla pandemia COVID-19. Un piano internazionale coordinato, che coinvolga il settore privato, sarà fondamentale per sostenere le persone e le aziende interessate, limitare ulteriori perturbazioni dell'economia e facilitare la continuità del business per una rapida ripresa. I Dieci Principi del Global Compact possono essere fonte di ispirazione, per le aziende, per rispondere alla crisi ed all’incertezza di questo tempo.
Dieci Principi ed SDGs sono, poi, anche un’importante guida per pensare al “dopo”, per continuare a lavorare insieme – ora più di prima – per la realizzazione di una nuova economia ed una nuova società. Entrambe, più resilienti, sane, eque e capaci di vivere in equilibrio con la natura.

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