La nuova Versione 2.0 segna una tappa importante nell'evoluzione della Science Based Targets initiative: accompagnare le imprese non solo nella definizione di obiettivi climatici ambiziosi, ma anche nella loro concreta attuazione.

A dieci anni dall'Accordo di Parigi, la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio entra in una fase decisiva. Negli ultimi anni è cresciuto il numero di governi, imprese e investitori che hanno assunto impegni climatici sempre più ambiziosi; allo stesso tempo, però, i principali indicatori mostrano che la finestra temporale per limitare il riscaldamento globale si sta progressivamente restringendo.
I dati più recenti confermano questa sfida. L'Emissions Gap Report 2025 dell'UNEP (United Nations Environment Programme) evidenzia che, pur registrando un lieve miglioramento delle prospettive grazie ai nuovi contributi nazionali (NDC), il mondo rimane ancora "off target" rispetto agli obiettivi dell'Accordo di Parigi. Anche nell'ipotesi di piena attuazione degli impegni oggi presentati, il riscaldamento globale è infatti stimato tra 2,3°C e 2,5°C entro la fine del secolo, mentre con le politiche attualmente in vigore la traiettoria resta intorno ai 2,8°C.
Il rapporto sottolinea inoltre che i nuovi impegni, pur rappresentando un passo avanti, non sono ancora sufficienti e che la sfida si sposta sempre più dall'annuncio degli obiettivi alla loro effettiva implementazione. A confermare l'urgenza dell'azione è anche il fatto che il 2024 (Emissions Gap Report 2024) è stato il primo anno in cui la temperatura media globale ha superato di oltre 1,5°C i livelli preindustriali. Sebbene questo non significhi che il limite dell'Accordo di Parigi sia stato definitivamente superato – il riferimento è infatti una media di lungo periodo – rappresenta un segnale inequivocabile della necessità di accelerare la transizione.
In questo contesto, il settore privato ha un'opportunità sempre più importante di contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici globali. Per farlo, è fondamentale che gli impegni si traducano in strategie di decarbonizzazione credibili, misurabili e coerenti con quanto richiesto dalla scienza. È proprio per accompagnare le imprese in questo percorso che nasce la Science Based Targets initiative (SBTi).

La Science Based Targets initiative: un riferimento globale
Fondata nel 2015 da Carbon Disclosure Project (CDP), UN Global Compact, World Resources Institute (WRI) e WWF, la Science Based Targets initiative è oggi il principale riferimento internazionale per la definizione e la validazione di obiettivi aziendali di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra allineati alla traiettoria delineata dall'Accordo di Parigi.
Attraverso standard metodologici condivisi, strumenti operativi e un processo di validazione indipendente, SBTi supporta le imprese nel tradurre gli obiettivi climatici globali in strategie di decarbonizzazione credibili, favorendo trasparenza, comparabilità e fiducia da parte di investitori, clienti e altri stakeholder.
Science-Based Targets: trasformare la scienza in strategia
I Science-Based Targets (SBT) sono obiettivi di riduzione delle emissioni costruiti sulla base delle migliori evidenze scientifiche disponibili. A differenza dei tradizionali target ambientali, definiscono il livello di riduzione delle emissioni necessario affinché ciascuna impresa contribuisca, in misura coerente con il proprio profilo emissivo, al raggiungimento degli obiettivi climatici globali.
Nel corso degli anni, i Science-Based Targets sono diventati un punto di riferimento per imprese, investitori e stakeholder che chiedono obiettivi climatici credibili e verificabili. Sempre più spesso rappresentano inoltre uno strumento per rafforzare le strategie di transizione, la gestione dei rischi climatici e il dialogo con il mercato.
Da iniziativa pionieristica a movimento globale
In poco più di dieci anni, la Science Based Targets initiative si è trasformata da iniziativa pionieristica a riferimento mondiale per la climate governance delle imprese. A livello globale sono 13895 aziende che aderiscono all’iniziativa. Tra queste 2693 hanno target validati per una completa decarbonizzazione (Net-Zero) delle attività produttive.
Anche in Italia l'impegno continua a crescere. Guardando al contesto italiano invece sono 378 le aziende che grazie alla collaborazione con Science-Based Target initiative hanno dichiarato un impegno concreto a decarbonizzare le proprie attività produttive mentre sono 60 quelle con target validati “Net-Zero”.
Questi numeri testimoniano come la definizione di obiettivi climatici basati sulla scienza sia ormai parte integrante delle strategie di un numero crescente di organizzazioni, appartenenti a settori e dimensioni molto diverse.

Perché una nuova versione dello standard?
Se il primo decennio della Science Based Targets initiative è stato caratterizzato dalla diffusione dei Science-Based Targets, oggi si apre una nuova fase. Migliaia di imprese hanno già definito i propri obiettivi climatici e cresce l'attenzione verso la loro implementazione, il monitoraggio dei progressi e la credibilità dei percorsi di transizione.
È in questa prospettiva che si inserisce il nuovo Corporate Net-Zero Standard Version 2.0, pubblicato nel giugno 2026. Più che un semplice aggiornamento metodologico, la nuova versione rappresenta l'evoluzione di uno standard che riflette la crescente maturità delle strategie climatiche aziendali e offre alle imprese strumenti ancora più efficaci per pianificare, monitorare e rafforzare il proprio percorso verso il net zero.
Lo standard conferma un principio fondamentale – la priorità della riduzione diretta delle emissioni – e introduce importanti elementi di innovazione, tra cui:
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un approccio più proporzionato, con requisiti differenziati in funzione della dimensione e delle caratteristiche delle imprese;
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una maggiore attenzione all'attuazione dei piani di transizione e ai progressi effettivamente conseguiti;
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strumenti più evoluti per affrontare le emissioni Scope 3 e favorire il coinvolgimento della catena del valore;
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una più stretta integrazione tra definizione degli obiettivi, monitoraggio delle performance e revisione periodica dei target;
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indicazioni più articolate per la gestione delle emissioni residue e il ricorso alle attività di carbon removal, considerate complementari e non sostitutive della riduzione diretta delle emissioni.
La Versione 2.0 rappresenta così un'evoluzione significativa dell'approccio di SBTi: l'attenzione si sposta sempre più dalla definizione degli obiettivi alla capacità di tradurli in risultati concreti e misurabili.

Una nuova fase per la governance climatica
L'evoluzione dello standard riflette un cambiamento più ampio nel modo in cui le imprese affrontano il cambiamento climatico. La decarbonizzazione non riguarda più soltanto la rendicontazione ambientale, ma diventa una leva strategica che coinvolge governance, finanza, innovazione, gestione della supply chain e competitività.
In questo scenario, il Corporate Net-Zero Standard Version 2.0 offre alle organizzazioni un quadro di riferimento per integrare gli obiettivi climatici nei processi decisionali e rafforzare la credibilità dei propri percorsi di transizione.
È anche in questo percorso che si inserisce il ruolo dell'UN Global Compact, tra i fondatori della Science Based Targets initiative, nel promuovere un'azione collettiva capace di accompagnare le imprese verso modelli di sviluppo resilienti, competitivi e coerenti con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi e dell'Agenda 2030.
A dieci anni dalla nascita della Science Based Targets initiative, la sfida non è più soltanto favorire la diffusione di target climatici allineati alla scienza. La nuova sfida è accompagnare un numero sempre maggiore di imprese nel trasformare quegli obiettivi in risultati concreti, misurabili e duraturi. È questa la prospettiva nella quale si inserisce il nuovo Corporate Net-Zero Standard Version 2.0: uno strumento pensato per sostenere la qualità e la credibilità della transizione climatica del settore privato.
Approfondisci il nuovo standard
Quali sono le principali novità introdotte dal Corporate Net-Zero Standard Version 2.0? Quali implicazioni avrà per le imprese? Come prepararsi all'applicazione del nuovo quadro metodologico?
Questi temi saranno al centro del webinar organizzato da UN Global Compact Network Italia, un'occasione di approfondimento per analizzare i contenuti del nuovo standard e confrontarsi sulle prospettive della governance climatica delle imprese.
Corporate Net-Zero Standard V2.0 - Tutte le novità con gli esperti di Science Based Targets Initiative
Mercoledì 16 settembre 2026 | ore 11.00 – 12.00 | Online