Target Gender Equality è un percorso di formazione ideato dal Global Compact delle Nazioni Unite ed implementato in collaborazione con i Network locali. Il programma, rivolto alle imprese aderenti all’iniziativa onusiana, intende fornire alle aziende partecipanti le conoscenze e competenze necessarie per fissare e raggiungere ambiziosi obiettivi aziendali per l’uguaglianza di genere, in un’ottica di accrescimento dell’impatto sull’SDG 5 – Gender Equality dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Nel 2023, UNGCN Italia implementerà un secondo round del programma di accelerazione, focalizzato sulla leadership femminile e sulla riduzione del gender pay gap.
Nell’ottica di un crescente impegno verso la trasparenza, UN Global Compact ha annunciato il lancio della nuova piattaforma di reporting, che uniformerà l’impegno delle aziende aderenti a livello globale ed entrerà in funzione dal 27 marzo 2023, per le aziende che hanno aderito entro il 31 dicembre 2022. La nuova Communication on Progress (CoP) migliorerà la raccolta dei dati e permetterà alle imprese di misurare e rendicontare i propri progressi sui Dieci Principi e sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile in maniera armonizzata; allo stesso tempo, aiuterà gli stakeholder ad effettuare comparazioni tra competitor.
In occasione della Giornata internazionale della donna, si svolgerà a Milano, presso Palazzo Mezzanotte, la tradizionale cerimonia del suono della campanella per dedicare l’apertura dei mercati finanziari al tema della parità di genere e del women empowerment sul luogo di lavoro, nei mercati e nella comunità.
Ring the Bell for Gender Equality, organizzato da UN Global Compact Network Italia, Borsa Italiana e Women in ETFs, sarà trasmesso l’8 marzo in diretta streaming dalle 8.50 alle 10. Per seguire l’evento basta registrarsi a questo link.
UN Global Compact Network Italia ‒ che rappresenta nel nostro paese il Global Compact delle Nazioni Unite, la più grande iniziativa di sostenibilità di impresa al mondo ‒ ricorda che il tema scelto dalle Nazioni Unite per la Giornata internazionale della donna di quest’anno è “Innovazione e tecnologia per la parità di genere: per un mondo digitale inclusivo”.
Il Climate Ambition Accelerator è un percorso di formazione di 6 mesi ideato dal Global Compact delle Nazioni Unite ed implementato in collaborazione con i Network locali. Il programma, rivolto alle imprese aderenti all’iniziativa onusiana, intende fornire alle aziende partecipanti le conoscenze e le competenze necessarie per fissare obiettivi per il Clima che siano science-based e favorire lo scambio di best practices ed il peer-learning con riferimento all’SDG 13, al fine di accelerare i progressi verso una net-zero economy entro il 2050.
Nel 2023, UNGCN Italia implementerà il secondo round del programma di accelerazione, con il supporto di Carbonsink.
Il prossimo 8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna, UN Global Compact Network Italia, Borsa Italiana e Women in ETFs organizzano l’evento “Ring the Bell for Gender Equality”, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sui temi della parità di genere e del women empowerment sul luogo di lavoro, nei mercati e nella comunità, al livello nazionale.
“Ring the Bell for Gender Equality” è un cerimoniale organizzato ogni anno da oltre 100 Borse in tutto il mondo per dedicare l’apertura dei mercati finanziari al tema della Gender Equality. Al livello globale, l’iniziativa è promossa da UN Global Compact, World Federation of Exchanges, International Finance Corporation, UN Women e Sustainable Stock Exchange Initiative.
Cari partecipanti al Global Compact delle Nazioni Unite,
siamo da poco entrati nel 2023 e viviamo in un mondo fragile e profondamente diviso. La guerra in Ucraina, la crisi energetica ed alimentare, il cambiamento climatico, i fenomeni meteorologici estremi, le minacce alla democrazia, la pandemia e numerosi altri eventi avversi come l’inflazione, le oscillazioni monetarie e la recessione incombente, minano i nostri sforzi per un mondo sostenibile. Sono sfide globali che dobbiamo affrontare insieme: facciamo sì che nel 2023 si punti nuovamente al progresso. Abbiamo a disposizione diverse soluzioni ed una serie di importanti opportunità che possono contribuire alla creazione di un mondo più sostenibile e inclusivo.
Nell’ottica di un crescente impegno verso la trasparenza, UN Global Compact ha annunciato il lancio della nuova piattaforma di reporting, che uniformerà l’impegno delle aziende aderenti a livello globale ed entrerà in funzione dal 27 marzo 2023, per le aziende che hanno aderito entro il 31 dicembre 2022. La nuova Communication on Progress (CoP) migliorerà la raccolta dei dati e permetterà alle imprese di misurare e rendicontare sui propri progressi sui Dieci Principi e sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile in maniera armonizzata; allo stesso tempo, aiuterà gli stakeholder ad effettuare comparazioni tra competitor.
Ieri 8 febbraio, si è tenuto il primo incontro del 2023 dell’Osservatorio Diversity & Inclusion in azienda, istituito dal Network italiano del Global Compact delle Nazioni Unite con lo scopo di raccogliere le esperienze e le prospettive in ambito D&I di grandi imprese italiane aderenti all’iniziativa onusiana.
Per l’anno in corso, l’obiettivo del percorso è di redigere una proposta di policy sulla D&I destinata alle imprese di ogni dimensione e settore produttivo. L’intento è di pubblicare un documento che possa fungere da guida sia per le aziende che si approcciano per la prima volta al tema della Diversity, sia per quelle che hanno già sviluppato un percorso strategico e intendono scalare il proprio impegno.
A novembre 2022 si è conclusa la prima edizione italiana del Climate Ambition Accelerator, un percorso di formazione ideato dal Global Compact delle Nazioni Unite ed implementato in collaborazione con i Network locali, con lo scopo di accompagnare le imprese aderenti nella riduzione delle proprie emissioni ed accelerare i progressi per il raggiungimento di un’economia net-zero.
UN Global Compact ha ideato per i propri aderenti il “Conto alla rovescia per la Giornata internazionale della donna”, un percorso di apprendimento interattivo di 6 settimane volto a promuovere i diritti delle donne nel mondo del lavoro e a supportare le imprese a passare dall’impegno all’azione in materia di uguaglianza di genere.
Secondo quanto emerge dal CEO Study, condotto dal Global Compact delle Nazioni Unite e Accenture, gli amministratori delegati si trovano ad operare in un contesto globale estremamente complesso: il 93% degli AD coinvolti sta infatti incontrando 10 o più difficoltà simultanee nella gestione del proprio business e l’87% teme che le discontinuità in atto limiteranno il conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite. Sebbene gli amministratori delegati siano sempre più preoccupati da questo contesto, concordano quasi all’unanimità (98%) sulla crucialità della sostenibilità per lo svolgimento delle proprie attività, un sentimento cresciuto di 15 punti percentuali negli ultimi 10 anni.
Il 12esimo CEO Study dell’UN Global Compact e Accenture raccoglie informazioni da più di 2.600 AD provenienti da 128 paesi e operanti in 18 settori industriali, approfondite in oltre 130 interviste: si tratta del più grande campione mai preso in esame, a livello globale, dall’avvio del CEO Study Program nel 2007. Nell’analisi, i manager mettono in guardia sul rischio della convergenza di fattori altamente impattanti per le imprese e la società, quali la fragilità del multilateralismo e l’instabilità socioeconomica, la discontinuità nelle catene di fornitura e gli effetti immediati del cambiamento climatico.
L’UN Global Compact Network Italia promuove per il prossimo 24 gennaio il Welcome Meeting annuale, appuntamento rivolto a tutti gli aderenti italiani al Global Compact delle Nazioni Unite, con un focus sulle organizzazioni che sono entrate nell’iniziativa negli ultimi 12 mesi. All’incontro sono, inoltre, invitate le aziende non ancora aderenti ma fortemente interessate a valutare un coinvolgimento nell’UNGC.
Il webinar sarà l’occasione per illustrare e approfondire gli aspetti rilevanti dell’iniziativa globale UNGC: Value Proposition e policies, modalità di partecipazione, strumenti ed opportunità di coinvolgimento per gli aderenti. Particolare attenzione sarà dedicata alla nuova politica sulle Communication on Progress (reporting) – che costituirà una delle principali novità per il 2023.
L’anno che sta volgendo al termine da una parte ha visto il graduale allentamento delle misure restrittive connesse alla crisi pandemica, dall’altra ha drammaticamente registrato il ritorno della guerra nel continente europeo. La deflagrazione del conflitto in Ucraina ha provocato un’ulteriore emergenza umanitaria e la movimentazione di oltre 7,4 milioni di persone secondo i dati più recenti dell’UNHCR. Persone che hanno perso la propria casa, il proprio lavoro e, quindi, un reddito.
Ogni guerra, in corso al livello globale, rallenta il cammino verso lo sviluppo sostenibile, sia sul piano sociale facendo crescere la povertà e la condizione di fragilità umana con la distruzione delle infrastrutture e dei servizi di base, sia su quello ambientale con un aumento delle fonti di inquinamento e la distruzione di aree naturalistiche e biodiversità. Le ripercussioni economiche non possono che essere enormi poi, con la chiusura o interruzione di quasi tutte le attività produttive sul territorio interessato dal conflitto unitariamente ad un’ondata di inflazione, instabilità, difficoltà nei trasporti e scarsità di approvvigionamenti sui mercati internazionali.
Nell’ottica di un crescente impegno verso la trasparenza, a partire dal 2023 le aziende aderenti all’UN Global Compact saranno chiamate a comunicare su base annuale i propri progressi sui 10 Principi UNGC utilizzando il modello della nuova Communication on Progress, ossia un questionario standardizzato disponibile su una piattaforma digitale dedicata.
“16 giorni di attivismo contro la violenza di genere” (in inglese, “16 Days of Activism against Gender-Based Violence”) è una campagna globale che prende il via ogni anno il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e si protrae fino al 10 dicembre, la Giornata Internazionale per i diritti umani. La campagna, lanciata nel 1991 da diversi attivisti in occasione dell’inaugurazione del Women’s Global Leadership Institute, viene coordinata ogni anno dal Centro per la leadership mondiale delle donne (in inglese, Center for Women’s Global Leadership). Organizzazioni e singoli individui di tutto il mondo partecipano alla “16 Days Campaign” per invitare a prevenire e sradicare episodi di violenza contro donne e ragazze.
Il raggiungimento del Net-Zero, ossia delle emissioni nette zero, è l’obiettivo più sfidante a cui le aziende dovranno tendere nel prossimo futuro. È questo il monito al mondo dell’impresa che emerge dal Position Paper sulle catene di fornitura presentato oggi a Sharm el-Sheikh dall’UN Global Compact Network Italia (UNGCN Italia) in occasione della COP27, la Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima che si concluderà domani.
“Gestione sostenibile delle catene di fornitura: tra responsabilità e opportunità per le imprese” è il titolo del documento che UNGCN Italia - che rappresenta nel nostro Paese il Global Compact delle Nazioni Unite, la più grande iniziativa di sostenibilità di impresa al mondo - ha realizzato con un gruppo di oltre 30 aziende italiane, alcune delle quali presenti a Sharm.
Il 17 novembre, nell’ambito della COP27 di Sharm el-Sheikh, UN Global Compact Network Italia presenta il Position Paper “La gestione sostenibile delle catene di fornitura: tra responsabilità e opportunità per le imprese”.
La conferenza sarà ospitata presso il Climate Ambition Hub (UNGC Pavilion) alla COP27 (Green Zone).
UN Global Compact Network Italia partecipa per la prima volta alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP), il principale evento globale sul Clima, con il lancio internazionale del Position Paper “La gestione sostenibile delle catene di fornitura: tra responsabilità e opportunità per le imprese”.
Il Paper è stato elaborato dal Network con il contributo attivo di oltre 30 imprese aderenti all’iniziativa onusiana, particolarmente sensibili e impegnate sul tema. Focus del documento è l’impegno del settore privato nella gestione delle catene di fornitura in chiave sostenibile - individuando sfide e opportunità correlate - con approfondimenti verticali sui temi della riduzione delle emissioni di Scope 3; promozione e tutela dei diritti umani e del lavoro dignitoso; gestione delle esternalità negative attraverso soluzioni circolari.
Di fronte alle numerose sfide economiche, politiche e climatiche che il mondo sta affrontando, l’imminente Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP27) è più importante che mai. Dall’aumento dei prezzi di generi alimentari e carburante, all’insufficienza di finanziamenti e coesione politica necessari per affrontare queste criticità, siamo attualmente in una situazione di stallo.
La COP27 è l’occasione per colmare il divario tra Ambizione e Azione. In questo contesto, il Global Compact delle Nazioni Unite, l’iniziativa per la sostenibilità d’impresa più ampia al mondo, punta ad accelerare l’azione del settore privato per il contrasto al cambiamento climatico.
Si è conclusa ieri a Torino la settima edizione dell’Italian Business & SDGs Annual Forum promossa dall’UN Global Compact Network Italia per favorire il dialogo multi-stakeholder sull’avanzamento dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Oltre 100 manager aziendali, con la partecipazione di rappresentanti delle Istituzioni, Università e della società civile, si sono riuniti per sviluppare una riflessione comune ed alcune proposte connesse all’SDG 11, ovvero alla sfida globale per la creazione di città e comunità inclusive, sicure, resilienti e sostenibili.
Più della metà della popolazione mondiale vive nelle città, dove è concentrato oltre l’80% delle attività economiche globali (fonte: UN Sustainable Development Goals Report 2022). Il futuro umano è quindi nelle città, ma i dati sull’impatto dell’urbanizzazione sono tutt’altro che positivi.