L’anno più caldo di sempre - se si osserva la temperatura della superficie terrestre e degli Oceani - si chiude con il nuovo accordo siglato alla COP28 di Dubai dalle 198 delegazioni presenti, che impegna il mondo intero ad abbandonare l’utilizzo dei combustibili fossili entro il 2050. Pur in assenza di un cronoprogramma e di un piano di finanza climatica a supporto dei Paesi in via di sviluppo, il risultato rappresenta un passo in avanti rispetto alle negoziazioni precedenti, a cui devono ora seguire politiche coraggiose e realmente impattanti, da parte dei Governi nazionali, insieme a quel settore privato a cui il Global Compact delle Nazioni Unite, e noi come suo Network locale, rivolgiamo costantemente i nostri sforzi e la nostra azione di supporto.

Il Pianeta è a rischio e, con esso, qualsiasi equilibrio connesso al benessere della popolazione mondiale. D’ora in avanti, perciò, non saranno ammessi ritardi, false soluzioni o distrazioni rispetto alla nuova dichiarazione collettiva di voler procedere verso l’eliminazione delle fonti fossili per creare, quindi, una economia a zero emissioni nette. Il disastro climatico, e quindi anche quello sociale ed economico - data la forte interdipendenza fra le tre dimensioni - sarà evitato solo se si porterà avanti una trasformazione continua verso un futuro sostenibile ed equo: a ritmo sostenuto, senza interruzioni o passi indietro, semmai con virtuose accelerazioni.

Innovando, PMI innovativa basata in Veneto ed attiva nel settore della gestione dei rifiuti industriali, è tra i partner del progetto «LIFE Re-Shoes» che, attraverso il recupero circolare delle scarpe a fine vita, promuove il riciclo virtuoso come nuovo standard nella filiera calzaturiera.

È Cveta Majtanovic Sustainability Director di Innovando – a raccontare il contesto e le modalità di implementazione dell’iniziativa, nonché le sinergie attive all’interno del consorzio internazionale che è a capo del progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma «LIFE».

Solo un’impresa italiana su cinque dichiara di avere adottato un piano per contrastare il cambiamento climatico, il 17% ha fissato obiettivi di riduzione delle proprie emissioni di gas climalteranti. È quanto emerge dalla ricerca “L’impegno delle aziende italiane per il net-zero” realizzata da Ipsos e dal Network italiano del Global Compact delle Nazioni Unite (UNGC), la più grande iniziativa di sostenibilità d’impresa al mondo. La ricerca, con una prefazione del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, è stata presentata il 10 dicembre presso il Padiglione Italia di COP28 a Dubai.

“I dati della ricerca ci dicono che tra le aziende italiane c’è ancora molto da fare, il rapporto tra chi ha adottato un piano sul clima e chi non lo ha fatto è di uno a cinque, decisamente basso considerato il peso della nostra economia, ha dichiarato Marco Frey, Presidente UN Global Compact Network Italia. Il ruolo del settore privato è cruciale, ma è necessario sviluppare e implementare iniziative di supporto che possano guidare le imprese nell’ambizioso percorso verso il net-zero. Dobbiamo lavorare da un lato per consolidare e accelerare i progressi delle aziende virtuose e dall’altro per coinvolgere le imprese che non hanno ancora affrontato la questione climatica”.

ICAM, azienda lombarda leader nella produzione di cioccolato sostenibile e di alta qualità, è presente da oltre dieci anni in Uganda, dove ha costruito una filiera di approvvigionamento sempre più solida ed attenta agli impatti sull’ambiente e sulle comunità, con l’obiettivo di generare valore sia per l’impresa, che per il territorio e le Persone ugandesi.

È Sara AgostoniGlobal Procurement Director and Chief Sustainability Officer di ICAM – a raccontarci il contesto in cui ICAM opera tuttora, le azioni e le partnership che hanno sostenuto la crescita del pregio del cacao locale.

Nella cornice della 28esima Conferenza quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP28), UN Global Compact Network Italia presenta i risultati della ricerca “L’impegno delle imprese italiane per il net-zero”, realizzata con il supporto di Ipsos.

Lo studio delinea lo stato dell’arte, nel nostro Paese, rispetto all’Azione per il Clima delle aziende e, in particolare, il loro contributo alla riduzione delle emissioni di carbonio e al raggiungimento del target net-zero. Analizza, inoltre, quali sono i principali driver, le sfide da affrontare e le opportunità da cogliere, anche attraverso focus tematici settoriali.

Lo scorso 23 novembre si è tenuto a Milano l’evento conclusivo della prima edizione del Tavolo di lavoro sul Sustainable Procurement, il percorso lanciato a marzo 2023 da UNGCN Italia, con il supporto di Edison, e riservato ad un gruppo ristretto di aziende italiane aderenti all’iniziativa onusiana, per offrire loro uno spazio di approfondimento tematico, scambio di esperienze e peer learning sul tema della gestione sostenibile delle catene di fornitura.

Quella della sostenibilità è una sfida che non si può affrontare da soli. Questo, il principale tema emerso dal dibattito. Aziende e fornitori sono chiamati a lavorare assieme, in una logica peer-to-peer, per affrontare le più grandi sfide attuali e raggiungere un obiettivo comune: generare un impatto concreto e positivo nelle rispettive realtà imprenditoriali, nelle comunità in cui operano e, in termini più ampi, nell’ambiente circostante. Allo stesso tempo, questa stretta collaborazione tra aziende e fornitori permette di creare un sistema di catene di approvvigionamento più resilienti, competitive e tutelate nel lungo termine; assicurare il controllo dei flussi di materiali ed informazioni; sincronizzare domanda e produzione, ottimizzando quindi le performance; e, infine, gestire i rischi aziendali, sia da un punto di vista operativo che reputazionale. Si evince chiaramente, quindi, quanto sia importante cooperare e co-progettare: il fornitore non è soltanto colui che offre un bene o servizio, ma è colui con il quale si scambia know-how e si sviluppa innovazione.

UNITE to End Violence against Women” è l’iniziativa globale di advocacy lanciata nel 2008 sotto la guida del Segretario Generale delle Nazioni Unite e gestita da UN Women, che invita governi, società civile, settore privato, organizzazioni femministe, giovani, media ed istituzioni dell’ONU a unire le forze per affrontare e scardinare gli episodi di violenza di genere, che continuano ad essere una delle violazioni dei diritti umani più diffuse e pervasive al livello globale. Secondo i dati delle Nazioni Unite, circa 736 milioni di donne nel mondo - quasi una su tre - hanno subito almeno una volta nella vita un episodio violenza fisica e/o sessuale. Inoltre, le stime globali più recenti mostrano che, in media, più di 5 donne vengono uccise ogni ora da un membro della propria famiglia.

Nel 2023, UNGCN Italia ha avviato il Tavolo di lavoro sul Sustainable Procurement, un percorso riservato ad un gruppo ristretto di aziende italiane aderenti a UNGC per offrire loro uno spazio di approfondimento, confronto e scambio di esperienze sul tema della gestione sostenibile delle catene di fornitura. Queste rappresentano, infatti, un elemento trasversale che lega le tre dimensioni della sostenibilità – sociale, ambientale ed economica – e tramite il quale il settore privato può avere un impatto concreto e positivo per l’avanzamento dell’Agenda 2030 ONU.

Il prossimo 23 novembre, UNGCN Italia promuove un evento per presentare e valorizzare gli esiti della prima edizione del percorso, implementata con il supporto di Edison, che ha visto il coinvolgimento dei rappresentanti aziendali delle divisioni di procurement e sostenibilità di 37 imprese italiane aderenti a UNGC, sia di grandi, che di piccole e medie dimensioni ed operanti in diversi settori produttivi.

«NeoConnessi» è il progetto di educazione digitale di WINDTRE, volto principalmente a sensibilizzare i bambini - tra i 9 e gli 11 anni di età - ad un utilizzo responsabile di Internet, e ad accompagnare scuole e famiglie nella delicata fase in cui i più giovani si trovano per la prima volta a navigare in autonomia. Il progetto, attivo al livello nazionale da oltre 5 anni, si rivolge agli alunni e alle alunne delle classi quarte e quinte delle scuole primarie e si sviluppa in quattro ambiti: tecnologico, pedagogico, psicologico e didattico.

È Federica Manzoni Sustainability & Quality Certification Director di WINDTRE – a raccontarci la Story di questa iniziativa, tramite la quale l’Azienda tech vuole offrire il suo contributo alla creazione di una rete più inclusiva e sicura.

Il “Business & Human Rights Accelerator” è un percorso di formazione di 6 mesi ideato dal Global Compact delle Nazioni Unite ed implementato in collaborazione con i Network locali. Il programma, rivolto alle imprese aderenti all’iniziativa onusiana, intende fornire alle aziende partecipanti le conoscenze e competenze necessarie per fissare e raggiungere ambiziosi obiettivi aziendali per la promozione e la tutela dei diritti umani e dei lavoratori e sviluppare processi di due diligence efficaci.

L’integrazione della sostenibilità nel business aziendale ha raggiunto un forte livello di maturità, in Italia e nel mondo. Il focus delle imprese si deve ora concentrare sulla dimensione dell’impatto generato e sulla capacità del settore privato di creare valore condiviso all’interno e all’esterno dell’azienda. Si tratta di una sfida prioritaria, dato che, a metà del percorso fissato dall’Agenda 2030, l’85% dei target fissati è ancora in netto ritardo con la tabella di marcia. È quanto emerso nel corso dell’Italian Business & SDGs Annual Forum, l’appuntamento annuale e itinerante promosso dalla rete italiana dell’UN Global Compact, la più grande iniziativa di sostenibilità d’impresa al mondo. L’edizione 2023 del Forum è stata incentrata sul tema “Imprese e impatto: sostenibilità 5.0” e si è svolta il 17 e il 18 ottobre a Palermo, presso il Palazzo Reale.

Lavorare sui temi di Diversity, Equity & Inclusion (DE&I) significa in primo luogo rispondere all’appello a “non lasciare nessuno indietro” lanciato dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e ai Principi del Global Compact delle Nazioni Unite che riguardano i diritti umani e i diritti di lavoratori e lavoratrici. È questa una delle motivazioni che spingono le aziende a formalizzare e adottare politiche di inclusione sociale per i dipendenti.

Se ne è parlato oggi al Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, a Milano, durante la presentazione delle nuove Linee Guida “Come sviluppare una policy Diversity, Equity & Inclusion” elaborate dall’Osservatorio D&I del Network italiano del Global Compact delle Nazioni Unite, la più grande iniziativa di sostenibilità d’impresa al mondo.

L’impatto derivante dalle attività delle catene di approvvigionamento di un’impresa è circa nove volte superiore a quello generato nel perimento dell’azienda stessa. È partendo da questa consapevolezza che Andriani – impresa pugliese attiva nel settore agro-alimentare – ha costruito una gestione sostenibile delle proprie filiere, sia in Italia che all’estero. In questo ambito, rientra il progetto pluriennale «ESFAI - Ethiopian Sustainable Farming & Agriculture Initiative», avviato in Etiopia nel 2020 con lo scopo di offrire supporto al partner locale – Lovegrass – nell’efficientamento della produzione del Teff.

È Mattia CaravellaSustainable Sourcing di Andriani – a raccontare il contesto, gli obiettivi e le caratteristiche di questa iniziativa, tramite la quale l’Azienda punta a creare una supply chain virtuosa per le colture locali della materia prima e promuovere buone pratiche di agricoltura sostenibile nel Paese africano.

Mercoledì 4 ottobre 2023, l’UN Global Compact Network Italia presenterà il documento “Come sviluppare una policy Diversity, Equity & Inclusion: le Linee Guida dell’Osservatorio D&I di UN Global Compact Network Italia”.

Le Guidelines, redatte in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e l’Associazione Italiana per la Direzione del Personale (AIDP), rappresentano il secondo output prodotto nell’ambito dell’Osservatorio Diversity & Inclusion, istituito dal Network italiano del Global Compact ONU nel 2021 con lo scopo di raccogliere le esperienze e le prospettive in ambito DE&I delle imprese italiane aderenti all’iniziativa onusiana.

Giunti a metà strada verso il 2030 - anno limite indicato dall’Agenda ONU per lo Sviluppo Sostenibile per il compimento dei suoi 17 Global Goals, i dati mostrano che i progressi compiuti al livello globale non sono sufficienti e persiste tuttora, in quasi tutti gli ambiti di interesse, un grande divario da colmare. Il recente Report sugli SDGs pubblicato da UNDESA ha evidenziato come soltanto sul 15% dei target siamo sulla buona strada, mentre per più del 30% non è stato registrato alcun miglioramento o, addirittura, il mondo è regredito al di sotto della soglia di riferimento del 2015.

Ora più che mai è urgente innalzare il livello d’impegno e accelerare i progressi collettivi per il raggiungimento di una “transizione giusta”, che non lasci nessuno indietro. Il ruolo del settore privato è cruciale, poiché le imprese hanno le competenze tecniche e gli strumenti finanziari necessari per generare un impatto concreto e reale.

Dal 2014, le aziende private sono riconosciute come potenziali attori di cooperazione allo sviluppo, al fianco delle Agenzie nazionali, ONG, e dei professionisti del settore. In questo scenario, dal 2021, Irritec – azienda siciliana tra i leader nella produzione di sistemi d’irrigazione di precisione – ha realizzato in Senegal il progetto «Agrilab», per la formazione professionale degli agricoltori locali sull’utilizzo e la progettazione di impianti irrigui innovativi e sostenibili.

È Giulia GiuffrèBoard Member and Sustainability Ambassador di Irritec – a farsi portavoce di questa iniziativa che nasce da una partnership profit-non profit e dalla sinergia con AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

L’UN Global Compact Network Italia pubblica il Report dell’ottava edizione del “Business & SDGs High Level Meeting”, tenutasi lo scorso 20 giugno in modalità mista Roma/online. L’evento, che è stato ospitato da Aeroporti di Roma, ha visto la partecipazione di 14 Amministratori Delegati, Presidenti e top manager di aziende italiane aderente a UNGC ed impegnate nell’avanzamento dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Sono Davide Tassi di ENAV Spa e Camilla Buttà di Vector Spa ad aggiudicarsi il round italiano del concorso SDG Pioneer 2023. Giunta alla settima edizione, la competizione promossa dal Global Compact delle Nazioni Unite ha l’obiettivo di individuare e premiare i business leader maggiormente impegnati nell’avanzamento dell’Agenda 2030 e dei suoi 17 SDGs.

Davide Tassi, Head of Sustainability di ENAV Spa, la Società che gestisce il traffico aereo civile in Italia, ha ottenuto il riconoscimento per la categoria “Large national and multinational companies”. Camilla Buttà, Sustainability, D&I and Communication Manager di Vector Spa – azienda che opera nel settore dei trasporti internazionali di merci – è stata premiata per la categoria “SMEs”. I due manager si sono distinti per i concreti risultati ottenuti in un breve arco temporale. Entrambi hanno avuto un ruolo importante nella trasformazione sostenibile raggiunta dalle loro aziende, che operano in settori considerati critici dal punto di vista dell’integrazione della sostenibilità al business lungo tutta la filiera.

Dopo il successo della prima edizione, lo scorso 5 luglio ha preso il via il secondo round italiano di Target Gender Equality (TGE), il programma di accelerazione di 9 mesi sviluppato dal Global Compact delle Nazioni Unite e implementato in collaborazione con i Network locali. Il percorso, rivolto alle aziende aderenti a UNGC, mira a fornire loro le competenze necessarie per fissare e raggiungere ambiziosi obiettivi aziendali per l’uguaglianza di genere, in un’ottica di accrescimento dell’impatto sull’SDG 5 – Gender Equality dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Nel corso della seconda edizione italiana, organizzata con il supporto di Maire, un focus specifico è dedicato a due tematiche cruciali: il potenziamento della leadership femminile nei luoghi di lavoro e la riduzione del gender pay gap, al fine di garantire politiche salariali che assicurino pari livelli retributivi per uguali mansioni, a prescindere dal genere. Nel 2023, le companies e le PMI italiane che prendono parte al percorso sono 34.

Rafforzare il ruolo della dimensione Sociale nelle strategie aziendali per generare valore a lungo termine anche nelle catene di fornitura e nelle comunità di appartenenza. È l’impegno assunto dagli amministratori delegati e presidenti di 15 realtà italiane che ieri a Roma hanno firmato il Manifesto “Imprese per le Persone e la Società” proposto dall’UN Global Compact Network Italia, rete locale del Global Compact delle Nazioni Unite, la più grande iniziativa di sostenibilità d’impresa al mondo.

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Manifesto “Imprese per le Persone e la Società”

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